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PERCHE' E' UTILE ANDARE IN BICICLETTA
RAPPORTO SULL’USO DELLA BICI AD ARESE
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1. Perché usare la bicicletta?
La bicicletta è spesso più veloce di altri mezzi di
trasporto, permette una sana e continua attività fisica, non inquina
(pensando che sono anche i nostri comportamenti a determinare la
qualità dell’aria che respiriamo), andare in bici è economico ma soprattutto
è divertente. Uno studio recente (Walcyng, progetto di ricerca del quarto
programma quadro dell’Unione Europea, DG VII 1997) mostra la grande quantità
di spostamenti quotidiani in automobile che possono essere effettuati in
altro modo, senza modificare i tempi di percorrenza porta a porta.
In
Europa il 30% di spostamenti in auto coprono distanze di meno di 3 Km,
mentre il 50% è inferiore a 5 Km: la bicicletta per tragitti sino a 5 km, in
città da porta a porta, è più veloce dell’automobile.
Ciò
a dimostrare quale enorme peso l’uso della bicicletta può avere nel
decongestionare le nostre città dal traffico.
A
Washington si sono studiati 600 uomini e donne dai 18 e 56 anni che si
spostano almeno quattro giorni alla settimana in bicicletta su distanze di
16 Km (andata e ritorno), dimostrando che questi ciclisti hanno una migliore
salute fisica e psichica dei non ciclisti. Si constata un tasso di disturbi
cardiaci
del 42,7 per mille contro l’ 84,7 per mille dei non ciclisti. Nei
ciclisti
inoltre sono meno frequenti l’ipertensione, la bronchite cronica,
l’asma, i problemi ortopedici, le malattie delle ghiandole e le vene
varicose alle estremità inferiori. Lo studio mostra
anche che la probabilità che i ciclisti si considerino “felici” o
“molto felici” è quattro volte superiore. Uno studio inglese (Child Health
Institute) dimostra un aumento di bambini con livello insufficiente di
esercizio fisico perché vanno a scuola in macchina. Gli autori dello studio
sottolineano il rischio di preparare generazioni di obesi con le ossa
fragili se non si istaura nei giovani l’abitudine all’esercizio fisico. Spesso si è portati a pensare che in un ambiente inquinato
i ciclisti sono più portati a respirare sostanze inquinanti rispetto agli
automobilistica. La seguente tabella, anche tenendo conto che un ciclista
per lo sforzo respira in media un volume di 2,3 volte superiore
di un automobilista, dimostra il contrario.
Medie massime delle concentrazioni di inquinanti respirati in un ora dai ciclisti e dagli automobilisti
in uno stesso
tragitto e nello stesso momento.
Fonte: the exposure of cyclist, car drivers and pedestrians to
traffic-related air pollutants,
VanWijnen/Verhoeff/Henk/Van Bruggen, 1995.
I risultati trovano giustificazione nel fatto che all’interno dell’abitacolo dell’automobile si concentrano le sostanze inquinanti a causa dell’insufficiente ricambio d’aria. Il ciclista ha la meglio nel raffronto, tanto più che l’esercizio fisico rafforza la sua capacità di resistenza agli effetti dell’inquinamento.
A Ferrara (132.000 abitanti) il
30% degli spostamenti avvengono in bicicletta, ad Amsterdam (un milione di
abitanti) il 20%, a Basilea (230000) il 23%, a Cambridge (100.000 abitanti e
paese notoriamente piovoso) il 27% ed infine in una paese freddo come la
Svezia nella città di Vasteras (115000 abitanti) il 33% di tutti gli
spostamenti avviene in bicicletta: è realistico pensare ad un uso della
bicicletta ad Arese che possa raggiungere il 20% del totale degli
spostamenti a condizione di una forte politica pubblica tesa ad incentivare
l’uso della bici e basate sostanzialmente su interventi sulla sicurezza e su
campagne di sensibilizzazione dei cittadini partendo dalle scuole.
2. Perchè non si usa la
bicicletta?
I motivi sono generalmente i seguenti:
Mentre se per il terzo punto ci sia ben poco da
intervenire, per i primi due punti molto è possibile fare.
3. La sicurezza prima di tutto
La promozione dell’uso della bici come mezzo di trasporto
quotidiano è subordinato alla protezione dei ciclisti.
Le strade sono ora vissute come prerogativa quasi esclusiva
delle automobili: in una città vivibile, umana e conviviale la coesistenza
tra i diversi utenti della strada, automobilisti, ciclisti e pedoni è una
necessità. La coesistenza è però possibile
solo a patto che la predominanza in termini di forza fisica delle auto venga
ridotta. L’unica strada possibile ha il nome di moderazione della
velocità.
Velocità di un auto e rischi per un
pedone o un ciclista che compaiono a 15 m. da un veicolo
I dati dimostrano quanto sia importante la velocità nel
determinare la gravità di un impatto tra automobili e pedoni o ciclisti. Una
velocità di 30 km/h
permette ad un auto di frenare entro 15 m., a 50 k/m l’impatto è
talmente violento da portare al decesso del pedone/ciclista nell’ 80 % dei
casi, una banale riduzione di velocità da 50 a 40 km/h riduce i decessi al
10%.
Da
notare che il 65 % degli incidenti mortali avviene su strade urbane.
Su
strada libera (quindi senza rallentamenti dovuti a semafori, auto che stanno
parcheggiando o svoltando ecc) a 30 km/h si percorrono 2 km in 4 minuti, a
50 km/h si percorrono 2 Km in 2 minuti e mezzo: un minuto e mezzo
può salvare la vita a centinaia di persone ogni anno.
Quanto
sopraesposto dimostrano
perché
sempre più spesso le amministrazioni (molti esempi in Italia e in Europa)
che vogliono fare una seria politica sul traffico urbano e sulla vivibilità
delle città prende in considerazione ed attua zone a traffico limitato di 30
km/h.
Le
piste ciclabile da luogo di protezione dei ciclisti, se mal concepite e
costruite, possono divenire pericolose. L’automobilista e il ciclista hanno
un senso di sicurezza dovuto alla separatezza tra i mezzi in movimento, se
improvvisamente il ciclista si trova nella situazione di invadere il
percorso dell’automobilista (fine repentina della pista, incroci non
segnalati, pista occupata da auto in sosta ecc.) il rischio di contatto
aumenta considerevolmente.
Il traffico a velocità moderata, limite di 30 Km/h, con carreggiate segnalate per le bici, sono spesso garanzia di sufficiente sicurezza per i ciclisti.
E’ innegabile che la sicurezza in strada dipende oltre che
dalla strutture protette messe a disposizione dei ciclisti
anche dalla capacità soggettiva del ciclista di condurre il mezzo. I bambini
hanno maggiore necessità di percorsi protetti, nella progettazione è perciò
necessario
porre particolare
attenzione non solo al percorso rettilineo (piste ciclabili con separazione
tra auto e ciclisti) ma in maniera particolare i punti di intersezione tra i
percorsi protetti e le strade (utilizzo di segnaletica orizzontale e
verticale, impianti semaforici specifici, isole di attraversamento), i
percorsi verso le scuole meritano perciò particolare attenzione. Nelle politiche di
sviluppo dell’uso quotidiano della bici, esperienze di educazione alla
sicurezza, partendo dalle scuole elementari, integrate con iniziative di
informazione volte a spiegare ai cittadini le politiche di
moderazione/restrizione del traffico e di ridistribuzione degli spazi a
favore dei pedoni/ciclisti, hanno effetti positivi nell’accettazione di tali
politiche
4.
L’uso della bicicletta ad Arese
Le caratteristiche di Arese sono
ideali per un uso interno alla città, nel passato molto è stato fatto in
termini di strutture tanto da riconoscere ad Arese il primato in tema di ciclabilità.
Recentemente non risulta essere stata effettuata nessuna indagine quantitativa sull’uso della bici.
Censimento dei
percorsi ciclabili ad Arese
5. Criticità e stato manutenzione percorsi censiti
Anello ciclabile incroci:gli
incroci più trafficati risultano presidiati da impianti semaforici con
esclusione di via Nuvolari con via dei Tigli, via Monviso con via Resegone,
via Marmolada via Senato, Via Valera con via don Cantù ,Cimitero via Varzi
con via Valera. L’incrocio di Via Monviso con Via Resegone e
l’attraversamento di via Senato sono sopraelevati.
Anello
ciclabile larghezza carreggiata:
la carreggiata larga e sufficiente per
la percorrenza su due sensi di marcia con esclusione di via Monviso
intersezione con via Resegone, via Marmolada in prossimità di Via Gramsci,
incrocio tra via Einaudi e via Vismara.
Anello
ciclabile interruzioni improvvise:
fine improvvisa della pista in via
Monviso, percorrendola in senso orario. E’ necessario attraversare la strada
(attraversamento non segnalato) per immettersi poi sullo svincolo di via
Resegone utilizzando la carreggiata stradale, è questo a nostro avviso il
punto più pericoloso di tutta la rete di piste ciclopedonali. Le cose vanno
un poco meglio in senso antiorario utilizzando il marciapiede (molto
stretto) in prossimità dell’attraversamento sopraelevato. Anello ciclabile tratto via Gran Paradiso, dall’incrocio di via Leopardi in senso orario per circa 0.2 Km la pista è a doppio senso di marcia, successivamente si rientra sulla carreggiata stradale, la pista è segnalata con striscia orizzontale, difficoltoso è l’attraversamento del successivo semaforo, in senso di percorrenza antiorario la pista è anche qui segnalata con una semplice striscia dal semaforo sino all’attraversamento pedonale sopraelevato.
Pista via dei Tigli: da via Nuvolari manca il collegamento con l’anello ciclabile in corrispondenza di Piazza della Pace verso via Varzi. Verso il centro la pista si conclude nella carreggiata stradale in Piazza.
Pista da via Marietti a Via Platani lato ovest: durante i lavori di realizzazione dell’incrocio con via Moro ci si è dimenticati di realizzare il cordolo della pista che così finisce direttamente nello svincolo.
Stato di Manutenzione:
lo
stato di manutenzione delle piste censite è generalmente buono
6.
Collegamenti con i Comuni vicini
E’ il dato che più incide
negativamente sulla possibilità di utilizzo della Bici per usi non ludici.
Verso
Garbagnate:
il centro è
raggiungibile utilizzando il ponte ciclopedonale su viale Kennedy,
utilizzando poi le vie secondarie di S.Maria è possibile raggiungere con
relativa sicurezza la pista ciclabile del Canale Villoresi.
Verso
Lainate: da via Nuvolari si raggiunge
l’entrata est dell’ex Alfa dopo qualche decina di metri verso sinistra si
prende la pista ciclabile del Villoresi sino al centro di Lainate
Verso Bollate e Senago (stazioni Bollate Nord e Serenella):
l’unica pista
percorribile è quella del Parco delle Groane. Al Siolo si attraversa la
Varesina sul ponte ciclabile, sempre dritto fino all’incrocio di via dei
Leoni, attraversare il pericolosissimo incrocio con cautela prendendo poi la
pista ciclabile, verso destraa, sino a Castellazzo. Giunti alla fine della
pista sterrata tenere la sinistra, dopo qualche metro di asflalto prendere
la strada sulla destra (indicazione
Las Vegas), si supera il borgo antico, arrivati alla sbarra dopo qualche
decina di metri si incrocia sulla sinistra la pista ciclabile sterrata. La
si percorre sin dopo il sottopasso della
ferrovia. A sinistra si può imboccare la pista
ciclabile sino a Serenella e poi a lato del Villoresi sino a Senago. Dopo il
sottopasso, invece prendendo la destra, superato il campo volo ricomincia la
pista verso Bollate. Giunti al canale scolmatore superare il ponte e
prendere la destra sull’alzaia, seguire la pista sino alla stazione di
Bollate Nord, da qui inizia un nuovo tratto di ciclabile sino a Cascina del
Sole.
Verso Rho:raggiungere Rho nelle ore di traffico, ma per via Passirana in qualsiasi momento, è pericoloso, i due comuni sono divisi per la presenza dell’Autostrada, ciò rende difficile il trovar una soluzione: ad oggi è quindi necessario superare i due ponti, entrambi trafficati di Terrazzano e Passirana. Entrati in Terrazzano sulla
sinistra dopo il ponte, raggiungere il centro sportivo del Mulinello, da qui
una pista, con sottopasso ciclabile sotto la tangenziale ovest, porta sin
quasi al centro di Rho.
Per
Passirana (percorso assolutamente sconsigliato in bici) superato il ponte ,
all’altezza del cimitero, prendere la pista sulla sinistra che si conclude
alla rotonda dell’Ospedale, salire sul marciapiede (non ciclabile anche se
largo sino al semaforo del Sempione e da qui su strada trafficata sino al
centro di Rho)
Verso Milano
è impossibile
pensare di raggiungere in sicurezza Milano
7. Prime proposte
per migliorare ed integrare la ciclabilità ad Arese
Da
quanto sin qui affermato appare evidente che qualsiasi proposta tesa ad
incentivare l’uso quotidiano della bici deve prioritariamente accrescere il
livello della sicurezza. A tal fine si ritiene opportuno:
·
sopraelevare gli incroci ove non vi è presidio di
impianti semaforici e comunque in prossimità di strutture scolastiche;
·
allargamento delle strettoie presenti sulle piste in
particolare incrocio via Einaudi via Gramsci, Via Monviso via Resegone, via
Einaudi via Vismara;
·
progettazione e realizzazione della continuazione della
pista di Via Monviso sino a via Resegone
·
Sulla base di quanto previsto
dal codice della strada, in considerazione della notevole larghezza dei
marciapiedi, presenti su entrambi i lati della carreggiata, prevedere la
ciclabilità,con la realizzazione di scivoli di accesso ove necessario,
attraverso l’apposizione dell’apposita segnaletica orizzontale e verticale
(alcuni tratti di via Nuvolari e via resegone-Gran Paradiso). Un discorso parte merita la situazione relativa a via Gran Paradiso-via Resegone, strada a doppia corsia in cui gli interventi con realizzazione di sopraelevature non sembrano abbiano sortito l’effetto di moderare la velocità di percorrenza, tale strada è bene ricordarlo, è stata recentemente teatro di due incidenti mortali a carico di pedoni (un bimbo ed un’anziano). Le caratteristiche strutturali della strada fanno che sia vissuta da diversi automobilisti quale superstrada di attraversamento veloce: non è eccessivo considerarla una anacronistica e pericolosa ferita nel tessuto urbanistico di Arese. Nel passato più voci si sono spese perché vi fosse la riduzione ad un’unica corsia della strada, utilizzando lo spazio come ulteriore corridoio verde con annessa pista ciclopedonale, crediamo sia in prospettiva l’unica ipotesi percorribile.
Ottobre 2007 Adriano Martignoni |
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